UN CANTO DI…VINO

Amico dell’uomo fin dalla notte dei tempi, il vino ha sempre avuto una parte importante nelle arti. In particolare oggi, giorno in cui ricorre la GIORNATA MONDIALE DELLA VOCE, ricordiamo come la musica, da quella più colta di teatro a quella più umile da piazza o da osteria, lo abbia spesso reso protagonista.

La musica ha conosciuto da sempre un legame con il vino, basti pensare alla quantità di arie d’opera e canzoni che lo celebrano. Il brindisi, infatti, è un momento celebrativo ricorrente nelle opere liriche. Questo può presentare strutture differenti.

Spesso è un pezzo cantato da una VOCE SOLISTA con ripresa corale. Ne è un esempio il brindisi ne l’OTELLO di G. Verdi: “Innaffia l’ugola, trinca, tracanna” nel quale Jago, una voce di baritono, incita il capitano delle guardie a bere. Anche nella LUCREZIA BORGIA di G. Donizetti vi è un vero e proprio inno ai benefici del vino. Con P. Mascagni nella CAVALLERIA RUSTICANA troviamo “Viva il vino spumeggiante” intonato da compare Turiddu con voce di tenore.

Il brindisi operistico, però, può anche essere SOLO CORALE come in alcune opere di G. Verdi quali ALZIRA con “Mesci! Mesci! Vittoria! Vittoria!” ed ERNANI in cui si canta “Evviva! Evviva! Beviam! Beviam!”, o nell’ELISR D’AMORE di G. Donizetti con “Cantiamo, facciamo un brindisi”. Ancora il brindisi può presentarsi in forma di DUETTO come ne LA CENA DELLE BEFFE di Giordano in cui vi è uno scambio di battute tra un tenore e un baritono con “Bevo alla barba di chi non ha debiti”. Ne IL RATTO DEL SERRAGLIO di Mozart un tenore e un basso profondo intonano “Vivat Bacchus! Bacchus lebe!” (Evviva Bacco! Bacco vive”).

Con LA GAZZA LADRA di G. Rossini un contralto duetta cantando “Tocchiamo, beviamo” e nel MACETH di Verdi un soprano intona “Si colmi il calice”. Non solo nella lirica troviamo voci che inneggiano alla preziosa bevanda. Molto conosciuti sono anche cantanti come Gabriella Ferri con LA SOCIETA’ DEI MAGNACCIONI, Giorgio Gaber con BARBERA E CHAMPAGNE, Zucchero con BACCO PERBACCO, F. De Andrè con LA CITTA’ VECCHIA, R. Casale con VINO DIVINO e S. Endrigo con IL PRIMO BICCHIERE DI VINO.

Questi sono solo alcuni esempi tratti dalla antologia della canzone italiana. Potremmo proseguire tanto da scriverne un libro data la quantità di canzoni e musicisti che, attraverso il vino, hanno raccontato il proprio mondo, l’amore, la società. Da tutto ciò appare evidente che l’uomo ha sempre visto il vino non solo come un elemento indispensabile alla convivialità ma anche come consolazione nelle prove del cammino della vita e come bevanda che segna in modo significativo i momenti felici della nostra esistenza.

Non a caso l’Italia è la patria del bel canto e del buon vino.

Autore: Cristiana Torazza.