CURIOSITA’ ENOLOGICHE DAL MEDIOEVO

In epoca medioevale il vino era ampiamente usato non solo come alimento, ma anche a scopi liturgici e medicinali. Alcuni documenti attestano che era nella norma bere sino a due litri di vino al giorno, questo anche perché era utilizzato per disinfettare l’acqua che, un tempo, non era soggetta a controlli come oggigiorno.

Veniva bevuto da tutte le classi sociali e senza distinzione d’età. Aveva un basso tenore alcolico e veniva allungato con mosto cotto o aromatizzato con spezie, frutta e miele per migliorarne il gusto.

Dato che sino alla scoperta del Nuovo Mondo non si consumavano né caffè né cioccolata, si utilizzava il vino per allietare i momenti di convivialità e non solo. La bevanda, infatti, veniva usata anche a scopi politici nel momento in cui il “Tributo del vino” serviva a suggellare un’alleanza o come segno di pace.

La viticoltura, decaduta a causa delle invasioni barbariche che portarono all’abbandono delle campagne e della coltura della vite, ebbe un grande impulso grazie al Cristianesimo, soprattutto ad opera dei Benedettini per via del valore simbolico attribuito al vino.

I conventi divennero, così, centri vitivinicoli e se agli inizi del 1400 in Italia si contavano solo una dozzina di vini con un nome specifico, circa duecento anni dopo il numero era salito a un centinaio.

Tra i vini italiani conosciuti nel Medioevo figurano la Ribolla triestina, il vino delle Cinque Terre, la Vernaccia di San Giminiano, il vino di Montepulciano, il Trebbiano delle Marche, il Lacrima Christi della Campania, l’Est! Est! Est! di Montefiascone, l’Albana di Romagna, lo Zibibbo di Sicilia, il Chianti in Toscana che, a quei tempi, era bianco.

Anche se, come abbiamo detto, il vino veniva spesso allungato o speziato perché non aveva un buon sapore, vi erano comunque vini molto ricercati e cari come la Malvasia e il vino di Cipro, i vini di Beaune (Borgogna) il Grenache indicato nel XIII secolo come la “Pervinca di tutti i vini”.

Fu grazie a Filippo il Bello che si ebbe l’organizzazione dei degustatori di vino e, a partire dal 1400, si diffuse l’uso dei bicchieri di vetro e della bottiglia per portare il vino in tavola. Questa era chiusa in modo singolare: con tappi di filaccia, scodelle rigirate, tappi di vetro e persino frutta.

Autore: Cristiana Torazza