SAN PATRIZIO E LA BIRRA

Questo titolo ossimorico che spazia dal sacro al profano racchiude in sé una storia che vale la pena di conoscere.

Venerato come Santo dalle Chiese cattolica e ortodossa, San Patrizio viene festeggiato dalla comunità irlandese il 17 Marzo, giorno della sua morte. Rapito alla famiglia all’età di sedici anni, passò attraverso varie vicissitudini che lo portarono alla Chiesa cristiana della quale divenne Vescovo.

A lui venne affidata l’evangelizzazione delle Isole britanniche e in particolar modo dell’Irlanda. Qui le tradizioni dei festeggiamenti per la sua festa (Paddy’s Day) risalgono al nono/decimo secolo e dal 1600 fu ufficializzata con l’organizzazione di danze e banchetti durante i quali si usa pranzare con piatti tipici innaffiati da sidro e birra.

La denominazione BIRRA è riservata al prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica di un mosto preparato con malto, orzo o frumento o di loro miscele e acqua, con ceppi di lieviti quali il Saccharomyces carlsbergensis o cerevisiae, amaricato con luppolo o suoi derivati o entrambi.

Fino alla metà del XIX secolo la birra non era come la conosciamo oggi: era torbida al punto che, anticamente, usavano setacci e filtri per poterla bere e presentava sentori animali e acidi. Aveva funzione alimentare, medicinale, religiosa nonché economica. Ritroviamo questa bevanda presso Sumeri, Babilonesi, Egizi, Ebrei, Greci, Romani, Galli, Celti e Germani.

Per i Belgi e i Germani la birra era considerata una bevanda effeminata.
Presso i Cristiani, pur essendo il vino il simbolo del loro culto, non mancano miracoli attribuiti a due santi, anch’essi irlandesi come San Patrizio: Santa Brigida e San Colombano, di cui si ricorda la moltiplicazione del pane e della birra.

In passato si parlava di tipi o varietà di birre, oggi si usa il termine STILE. Ognuno di questi ha un suo tipo di fermentazione. I più noti sono: PILS, BOCK, STRONG, BELGIAN ALE, SAISON, WEISSE, BLANCHE, IPA, APA, STOUT, PORTER, LAMBIC.

Termini ricorrenti in etichetta sono ALE e LAGER. Ale indica le birre ad alta fermentazione che utilizzano il lievito Saccharomyces cerevisiae che predilige temperature elevate di fermentazione e risale in superficie durante questa fase. Lager indica le birre a bassa fermentazione che impiegano il lievito Saccharomyces  carlsbergensis che preferisce basse temperature di fermentazione e si deposita sul fondo del tino.

Molti monasteri sono stati sede di birrifici dai marchi ancora oggi molto noti. Tutti avrete sentito parlare delle birre trappiste e di abbazia. Queste definizioni non indicano uno stile ma una sorta di disciplinare. La prima deve essere prodotta in una abbazia trappista, la seconda su concessione di licenze rilasciate dalle abbazie.

Come per la degustazione di un bicchiere di vino, anche per le birre si considerano gli stessi parametri che vengono valutati attraverso l’analisi visiva, olfattiva, gustativa che sfociano in una valutazione complessiva.

Molti sono i Paesi produttori di questa bevanda e tra i maggiori figurano: Cina, USA, Brasile, Germania, Russia, Messico, Giappone, UK, Polonia e Spagna ma non dobbiamo dimenticare le ottime birre del Belgio, della Repubblica Ceca e, ovviamente, dell’Irlanda.

Autore: Cristiana Torazza